Il report sulla esperienza di tre studenti presso la “Renmin University”

Sulla Via della Seta da Napoli a Pechino

L’esperienza in Cina degli studenti di International Relations

Quando lo scorso aprile siamo risultati vincitori della borsa di studio finalizzata allo svolgimento di un periodo di ricerca di due mesi e mezzo presso la Renmin University of China, grazie all’accordo bilaterale coordinato dal Prof. Carlo Amatucci, non immaginavamo di poter vivere un’esperienza così intensa sia sotto il profilo formativo che umano.

La Cina è ormai protagonista nello scenario politico-economico globale, condizione che la rende meta ambita per il nostro campo di studi. Tuttavia, molti aspetti di questo Paese e dei suoi abitanti rappresentano ancora motivo di indagine.

 

La prima cosa che colpisce arrivando a Pechino è la dimensione dello spazio e la modernità delle infrastrutture che stridono con l’idea, diffusa in Occidente, di un paese non a misura d’uomo, giustificata dal suo peso demografico. Gli edifici residenziali enormi e privi di personalità degli anelli periferici della città, simbolo della forte urbanizzazione degli ultimi decenni, lasciano presto spazio alle architetture tipiche, alle antiche tradizioni artistiche e gastronomiche che caratterizzano il centro storico che circonda la Città Proibita.

Nel corso del nostro scambio accademico abbiamo avuto il privilegio di essere testimoni di un evento di rilevanza storica: l’anniversario dei settant’anni dalla fondazione della Repubblica Popolare Cinese, in occasione del quale i media internazionali erano puntati sull’iconica piazza Tienanmen. L’euforia popolare che le imponenti celebrazioni trasmesse per diversi giorni dalla televisione di stato hanno suscitato, è stata per noi indicativa del forte senso di appartenenza di un popolo alla sua storia e della condivisione di un progetto comune: una Cina sempre più prospera ed economicamente e socialmente coesa. Sono ancora molto forti, infatti, le disparità che si riscontrano appena ci si allontana dai grandi centri urbani.

Le varie visite culturali ci hanno permesso anche di apprezzare l’impegno che la Cina, tra i più importanti detentori – insieme all’Italia – di siti riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità, investe per la loro protezione e valorizzazione.

Non sono mancate ovviamente le difficoltà, attese ed inevitabili in un contesto molto diverso da quello di provenienza. La controversa censura delle più popolari app di messagistica e motori di ricerca ormai necessari nella nostra quotidianità, hanno reso più “avvincente” per certi versi la nostra permanenza e rafforzato la capacità di adattamento. A contribuire alla full immersion culturale è stata anche la barriera linguistica. La scarsa diffusione della lingua inglese, anch’essa segno di un forte legame del popolo cinese alla sua cultura, ci ha però consentito di apprendere elementi indispensabili di cinese mandarino.

 

Quanto alla nostra esperienza di studenti presso l’attrezzatissimo campus della Renmin, originariamente università del Partito Comunista ed oggi tra le migliori del Paese, il bilancio è di gran lunga positivo. L’attenzione che viene riservata allo studente, quale risorsa da coltivare, è molto alta e gli studenti internazionali, in particolare, sono considerati preziosi per lo sforzo di apertura verso l’esterno, economica ma anche culturale, che la Cina ha intrapreso da un po’ di anni. Qui abbiamo svolto proficuamente il lavoro di ricerca per le nostre tesi magistrali, potendo contare sull’ampia offerta didattica della School of Economics and International Studies e sulla disponibilità di docenti e ricercatori molto competenti, in primo luogo il Prof. Huang Weiping, nostro referente e vecchia conoscenza del Dipartimento di Scienze Politiche.

La partecipazione a corsi e seminari incentrati sul ruolo della Cina nell’economia globale, si è rivelata particolarmente utile per la comprensione dei fattori che hanno contribuito alla sua straordinaria crescita economica e dei possibili scenari futuri. Inoltre, insieme a studenti provenienti da tutto il mondo, abbiamo avuto l’opportunità unica di visitare aziende e centri di ricerca, consentendoci di essere osservatori privilegiati degli sviluppi day-to-day del dragone asiatico.

In conclusione, possiamo affermare con piena convinzione che questa esperienza ha apportato un valore aggiunto al nostro percorso formativo. Ci auguriamo, dunque, che possa essere di stimolo per altri studenti e l’inizio di una più stretta cooperazione tra il nostro Dipartimento e la Renmin University.

Da sinistra verso destra: Donato Parrinello, Roberto Amatista e Marta Marchesano