Il Ricordo: “Il Filosofo curante” – di Paolo Ricci

“Il fatto è che l’anima è come l’acqua in un fosso: se troppo a lungo rimane ferma, non rinnovata, comincia a imputridire” e Aldo Masullo sapeva come rinnovarla. Con Aldo Masullo un dialogo non sarà mai l’ultimo. Ciao Aldo!

Con Aldo Masullo un dialogo non sarà mai l’ultimo. Me lo sono sempre detto, ripetuto fino alla noia. Ogni incontro di discussione e di confronto è rinascita, ricostruzione, trasformazione. Scrivere di Aldo non è facile e forse non so farlo. Sicuramente non so farlo da allievo, non lo sono stato o, almeno, tecnicamente non lo sono stato. Sono combattuto, proprio non ci riesco, ma ci voglio provare.

Ho tanti ricordi della nostra giovane ma sincera amicizia. Studioso e filosofo di rarissima intelligenza, ci teneva a precisare che gli studiosi di filosofia sono “merce rara” e che filosofi sono un po’ tutti. Lui era l’uno e l’altro, e lo era in maniera straordinariamente semplice, come si addiceva al suo concetto di estetica, e alla sua elegante fisicità. Ha insegnato efficacemente a ciascuno di noi qualcosa, in tutti trovava un elemento di interesse, qualcosa da scrutare e da comprendere meglio. Imparava da tutto per insegnare a tutti. Aldo era un amico generoso, instancabile e amava la vita proprio come tutti, con una differenza: l’amava com’era, con tutto ciò che è in grado di riservarci e di insegnarci; provando, senza alcun limite, a conoscere se stessi e gli altri.

Nel dicembre 2013 la decisione di dialogare insieme sul tempo; eravamo ad Avellino, al termine delle manifestazioni organizzate per il conferimento della sua cittadinanza onoraria, stavamo per salutarci: “Di cosa ti stai occupando adesso?” mi domandò. “Del tempo”, gli risposi. Nacque un interesse, insorse un desiderio. Tutto il 2014 a dialogare, incontri mensili serrati, confronti illuminanti. Non dimenticherò il suo rigore, la sua attenzione per i dettagli, il voler comprendere, il piacere di tenere assieme le visioni del giovane aziendalista e del saggio filosofo. Ne rimasi innamorato, mi travolse. Una torsione di studi, di approcci, di idee: il tempo, la vita e l’azienda furono oggetto di disincantato discorrere. Quante cose care destinò al mio ingegno, quanti dubbi fu in grado di alternare ad altrettante certezze. Nell’anno successivo, i dialoghi divennero libro.

Viaggiammo per presentarlo, e nel viaggio appresi altra cura. Aveva cura per gli altri, e ci curava, proprio come fa un medico, ma senza la pretesa, la presunzione, di conoscere il rimedio giusto o il farmaco infallibile. Questo gli consentiva di accompagnare il suo pensiero con toni e atteggiamenti che, a seconda dell’occasione e del bisogno, apparivano sarcastici o benevoli. Aveva cura dello studio, della politica, dell’amministrazione e dell’amicizia. Insomma un filosofo curante, che ha cura dell’anima.

“Il fatto è che l’anima è come l’acqua in un fosso: se troppo a lungo rimane ferma, non rinnovata, comincia a imputridire” e Aldo Masullo sapeva come rinnovarla. Con Aldo Masullo un dialogo non sarà mai l’ultimo. Ciao Aldo!