L’esperienza Erasmus di Giorgia Scognamiglio e Saverio Di Giorno

Perché proprio Riga?

Siamo partiti senza aspettative verso una città a noi completamente sconosciuta, in modo da vivere a pieno l’esperienza dello scambio culturale e siamo rimasti piacevolmente sorpresi.

Riga è una città enigmatica, capitale di un paese di cui troppo poco si conosce e si racconta.
La Lettoniaè situata al centro delle tre Repubbliche Baltiche, tra l’Estonia e la Lituania, ma anche tra Russia ed Europa. Ha vissuto una storia straziante, fatta di violenza e di invasioni: prima invasa dagli svedesi poi dai russi e poi dai tedeschi, riuscì ad ottenere l’indipendenza nei primi del Novecento dopo la caduta dell’impero zarista per poi essere annessa all’URSS e successivamente occupata dalla Germania nazista durante la seconda guerra mondiale; riconquista la propria indipendenza solo nel 1991. La guerra, oltre ad aver sterminato un numero smisurato di persone (12,5% dei lettoni ha trovato la morte, la percentuale più alta fra tutte le nazioni europee, escluse Polonia e Lituania) ha letteralmente raso al suolo il centro storico, solo negli ultimi decenni ricostruito. Il paese, a confine con tutti i regimi, ne ha potuto vedere le contraddizioni: le ville degli ufficiali comunisti che si ergono sulle coste e che mal si addicono alla retorica del regime, sono stranianti e belle, un po’ come la neve che mal si addirebbe sul mare, ma che crea uno spettacolo indimenticabile; ancora, il Mercato Centrale all’interno degli enormi hangar dei dirigibili tedeschi degli anni ’30 e l’Accademia delle Scienze, conosciuta come Stalin’s birthday cake. Ma i segni dei due regimi si possono trovare soprattutto nelle periferie, che emergono dalla nebbia povere, grigie e silenziose, in cui si alternano umili casette a gruppi di palazzi perfettamente uguali tra loro, nettamente in contrasto con le fiabesche casette colorate in stile art nouveau del centro.