Proposta per l’Autonomia Possibile: responsabilità, efficienza, equità. Documento Unione Industriali Napoli – Università degli Studi di Napoli Federico II

La richiesta di autonomia differenziata avanzata da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna pone l’Italia di fronte a un bivio: può portare a una secessione mascherata oppure può diventare l’occasione per l’intera Italia per rivedere il funzionamento della repubblica, superando le forti distorsioni del federalismo le quali hanno portato a riconoscere fabbisogni standard iniqui in delicati ambiti sociali (Sanità, Università, Asili Nido, Istruzione, Trasporto Pubblico Locale, Assistenza ai Disabili e agli Anziani non Autosufficienti).

Il combinato della richiesta di autonomia corredata dall’ipotesi di finanziamento del fabbisogno standard in funzione della capacità fiscale dei territori, il prevalere di patologici meccanismi riassunti dal principio ormai invalso di perequare limitandosi a una quota della perequazione teoricamente riconosciuta, prassi che da occasionale nel 2015 prosegue a tutt’oggi come “soluzione provvisoria”, ha fatto parlare di “secessione dei ricchi” (e dei loro poveri) rispetto all’impegno originario di federalismo cooperativo.

Per far fronte a queste prospettive devastanti e pericolose è quindi giunto il momento di fare il punto sul “terreno di gioco” di questa partita, iniziando a distinguere tra illusioni e realtà: un esercizio-verità anche a beneficio dei “forti” a partire proprio dall’occasione dell’Autonomia, facendo giustizia di rivendicazioni aggressive (quella della “restituzione” che chiama in causa Residui Fiscali inesistenti se ricondotti a opportuni residui Fiscali e Finanziari, come è d’obbligo in un Paese a debito come il nostro).

Ma, soprattutto in questa prospettiva, va condiviso ex ante il principio, un assioma della convivenza politica e civile nel Paese e in Europa, in virtù del quale le imposte erariali nulla hanno a che fare, come invece pretende il redivivo Lombardo-Veneto, con i territori. La Costituzione aderisce alla più liberale impostazione del federalismo quando ne adotta il principio di equità orizzontale, per cui ogni cittadino deve essere indifferente al territorio perché, ovunque risieda, da lui si esigono le stesse imposte (da noi commisurate progressivamente al reddito) e a lui si garantiscono gli stessi servizi (diritti di cittadinanza commisurati ai LEP).

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