sabato, Aprile 20, 2024

Visione e Progetto formativo

Una vasta letteratura ha sottolineato come la politica di coesione si è gradualmente affidata a principi quali la programmazione, il partenariato, la sussidiarietà, nonché il cofinanziamento da parte nazionale delle iniziative europee, che caratterizzano in maniera del tutto peculiare gli strumenti di intervento di cui si avvale e che contraddistinguono le più recenti tendenze della governance multilivello.

Da tale prospettiva assume un rilievo significativo lo studio comparativo, con l’analisi delle strategie istituzionali consolidatesi anche in altri contesti nazionali al fine di utilizzare le risorse europee.

Anche in Italia la programmazione dei Fondi strutturali continua a rappresentare uno tra i più importanti laboratori per la definizione di complesse strategie e politiche per lo sviluppo place-based.

Il progetto si basa dunque su un percorso strutturato che si propone di fornire concetti e strumenti operativi utili all’analisi e alla comprensione delle politiche territoriali e dei modelli di governance che si sono affermati in tempi recenti, focalizzando l’attenzione sulle modalità di relazione che si generano tra soggetti pubblici e privati. Particolare attenzione, in tal senso, sarà rivolta alle tre sfide della transizione sociale, ecologica e digitale.

Più segnatamente, esso affronta il tema delle disparità regionali e della loro riduzione attraverso i Fondi Strutturali, alla luce delle trasformazioni istituzionali ed organizzative che ridefiniscono il ruolo e le funzioni dei governi locali.

Si analizzano i contenuti delle policy, le logiche e le strategie di azione degli attori coinvolti nell’ideazione e implementazione di programmi a sostegno della competitività e dell’inclusione sociale. Si alimenta il confronto con approcci interpretativi e filoni di ricerca che studiano i modelli di governance multilivello in relazione a:

1) definizione concettuale del tema della governance;

2) criticità degli strumenti di attuazione;

3) esiti generati.

La formazione impartita agisce sulla costruzione di una matrice culturale di integrazione tra le principali discipline/policy che impattano su processi di sviluppo (pianificazione urbanistica, programmazione economica, inclusione sociale, decentramento e innovazione amministrativa). Le macro-aree di riferimento del progetto di dottorato sono le seguenti: Area economico-territoriale; Area politologica; Area giuridica; Area gestionale.

Per il coerente perseguimento delle finalità sinteticamente accennate, il progetto formativo si basa su le discipline che maggiormente influiscono nella formulazione e gestione delle policy (economia, sociologia economica, diritto, geografia, scienze politiche).

Organizzazione del Corso

Nel corso dei tre anni ogni dottorando dovrà acquisire 180 crediti (60 per anno).

I crediti saranno di due tipi:

a) crediti relativi all’attività di ricerca (50 crediti per anno accademico). 

b) crediti relativi all’attività didattica (10 crediti per anno accademico).

Ricerca

Sviluppo di una ricerca originale su una delle tematiche previste dallo specifico corso di dottorato, sotto la guida di un tutor. Un credito formativo corrisponde a 25 ore di lavoro (attività di ricerca, ricerca bibliografica, studio connesso all’attività di ricerca, stesura di articoli o relazioni, stesura della tesi, partecipazione a congressi, etc.)

Didattica

Si divide nelle seguenti tipologie:

  • Corsi di 4-6 ore tenuti da esperti italiani o stranieri di particolare rilevanza. Ogni corso di questo tipo comporta 1 credito.
  • Insegnamenti specifici attivati dal Dottorato (o mutuati da CdS magistrali) per un totale di 6 CFU per ogni anno accademico. Ogni insegnamento prevede una verifica finale. Questi crediti verranno acquisiti di norma nei primi due anni.
  • Partecipazione a seminari, corrispondenti a 2 crediti. Per acquisire tali crediti sarà sufficiente la frequenza certificata ai seminari.

L’attività è organizzata attraverso lezioni, presentazione di ricerche empiriche e esercitazioni e testimonianze. Inoltre, è articolato attraverso contenuti specifici e trasversali inerenti le seguenti dimensioni delle policies: programmazione, progettazione, attuazione, monitoraggio e valutazione. Il profilo in uscita applica conoscenze interdisciplinari di tipo sistemico, una caratteristica essenziale per conoscere e ricercare soluzioni ai problemi complessi posti dalla formulazione e attuazione delle politiche per lo sviluppo.

Obiettivi del Corso di Dottorato

Obiettivo del corso di dottorato è quello di offrire una lettura dei cambiamenti che attraversano lo scenario europeo tra spinte regionali e perdita di coesione socio-economica. L’analisi e l’interpretazione di tali fenomeni necessita di conoscenze avanzate e multidisciplinari disponibili nel Dipartimento di Scienze Politiche e nei membri del collegio stranieri, il dottorato intende formare ricercatori e professionisti capaci di:

  • rilevare, interpretare e valutare i fenomeni inerenti i processi culturali, sociali, economici e politico-istituzionali che caratterizzano lo spazio europeo;
  • progettare, organizzare e gestire metodologie di intervento alle diverse scale territoriali che sappiano valorizzare le risorse e le progettualità che discendono dall’azione europea;
  • progettare ed implementare il miglioramento della qualità dei servizi forniti dalle pubbliche amministrazioni, dalle aziende pubbliche e private e dalle organizzazioni non governative e non profit, derivanti dall’attuazione delle politiche di coesione;
  • supportare i processi decisionali e la gestione delle relazioni tra gli attori internazionali nello spazio europeo ed euromediterraneo (Stati, organizzazioni internazionali, aziende pubbliche e private, organizzazioni non governative);
  • accompagnare le organizzazioni pubbliche e gli enti ed aziende private delle aree in ritardo e periferiche nella progettazione, gestione e rendicontazione di progetti ed azioni basati su programmi e finanziamenti europei.

Tale finalità viene raggiunta attraverso una formazione di carattere generale e specifica che si basa sui seguenti contenuti:

  1. comprensione dei cambiamenti istituzionali posti in atto negli stati europei e discesi dall’introduzione dei fondi strutturali.
  2. ausilio di una prospettiva di analisi comparata, attraverso l’analisi delle peculiarità della programmazione regionale dei fondi strutturali in differenti contesti nazionali.
  3. studio dei modelli di governance multilivello nel contesto italiano e dell’Unione Europea.

La figura professionale in uscita – Dottore di Ricerca – ha costruito competenze teoriche ed applicative nel campo delle politiche di sviluppo, dei modelli di governance e delle relazioni internazionali (con particolare riferimento a quelle europee ed euromediterranee).

Tali competenze hanno come ambito di riferimento attività e compiti inerenti l’analisi, la progettazione, la gestione e la rendicontazione di programmi finanziati dall’Unione Europea di cui possono avvalersi enti pubblici, del non profit ed organizzazioni private.

Le competenze acquisite hanno un ulteriore sbocco nel campo della ricerca teorica ed applicata da svolgersi presso istituzioni universitarie ed enti di ricerca pubblici e privati nazionali ed internazionali.

L’ambito della cooperazione internazionale, risulta anch’esso in funzione del profilo formato, particolarmente congruo ad assorbire tali professionalità. Esso, oltre all’applicazione delle conoscenze teoriche in merito al tema oggetto del dottorato, ha sviluppato delle competenze trasversali che attengono alle seguenti dimensioni:

1.Programmazione

Selezione degli obiettivi largamente condivisi, in grado di “fare gerarchia” negli interessi pubblici e privati e di esercitare “forza ordinatoria” sui comportamenti dei molteplici attori pubblici e privati.Selezione delle linee di intervento considerate più idonee e funzionali al raggiungimento degli obiettivi identificati e condivisi. Definizione delle più opportune strategie di integrazione tra le principali policy che impattano sul territorio (pianificazione urbanistico-ambientale; sviluppo endogeno; inclusione sociale; innovazione e decentramento amministrativo).

2.Progettazione

Traduzione degli interessi e dei bisogni localmente rilevati in specifiche azioni progettuali che siano: misurabili; sostenibili (ovvero compatibili dal punto di vista socio-economico-ambientali); valutabili ex ante; compatibili con gli strumenti di sostegno finanziario e le procedure di spesa; raccordabili con la programmazione sovralocale.

3.Attuazione

Attività di realizzazione degli interventi e delle iniziative progettati nelle precedenti fasi: attuazione dei singoli progetti; supporto relazionale e professionale; snellimento delle procedure amministrative; implementazione di sistemi gestionali di progetto.

4.Funzione di Monitoraggio e Valutazione 

Verificare la coerenza tra risorse, potenzialità, obiettivi, risultati e modalità operative adottate per perseguirli;

Verificare la convergenza tra la programmazione locale e la programmazione dei livelli istituzionali sovralocali;

Fornire elementi e dati di accompagnamento, utili cioè alla migliore contestualizzazione degli interventi nel corso del loro svolgimento

Ri-orientamento programmi, strategie di intervento e progetti (laddove nuovi eventi e/o una migliore conoscenza dei fenomeni lo richiedano).

Contatti

  • Dott.ssa Maria Chiaro – tel. 081 2538256

e.mail: machiaro@unina.it

 

  • Dott. Rosario Rossi – tel. 081 2538255

e.mail: rosario.rossi@unina.it

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